Acquacoltori: "Difendere il prodotto sardo"

Un problema quello che affrontano le produzioni agroalimentari non di poco conto se si pensa che nello specifco quelle ittiche locali sono freschissime e di qualità eccellenti

ALGHERO - Difendere il prodotto sardo denunciando la poca trasparenza a favore dei consumatori che spesso non sono in grado di distinguere le produzioni nostrane da quelle che provengono dall’estero.

Questo il motivo per il quale l’Associazione Acquacoltori sardi, presieduta da Mauro Manca e la Coldiretti Sardegna hanno organizzato una conferenza stampa questa mattina all’Hotel Punta Negra. Sono stati proprio i vertici delle associazioni a livello regionale e provinciale oltre a Manca, sono intervenuti il Direttore Regionale Coldiretti, Luca Saba, Pietro Greco Direttore Provinciale Coldiretti e Battista Cualbu,Battista Cualbu, presidente provinciale dell’associazione.

Da sottolineare come le aziende sarde di acquacoltura producano oltre 35.000 quintali all’anno di pesce con una distribuzione abbastanza omogenea in tutta l’isola, con 150 addetti e un fatturato di oltre 20.000.000 di euro all’anno. Dunque un problema quello che affrontano le produzioni agroalimentare non di poco conto se si pensa che nello specifico quelle ittiche locali freschissime e di qualità eccellenti, siano mortificate nei banchi di vendita sui quali non possono competere con i prezzi dei pesci provenienti da altri paesi come Turchia e Grecia. Un esempio su tutti quello delle anguille.

E’ stata sottolineata quindi l’importanza di riavvicinare il consumatore alle produzioni locali grazie ad un intenso lavoro che vede impegnati tutti i soggetti interessati quali produttori, istituzioni e mondo dell’informazione contribuendo così a dare maggiore chiarezza ai consumatori sostenendo la crescita di uno fra i più importanti segmenti del comparto agroalimentare nostrano. In tal senso c’è da sottolineare come l’Asa che aderisce a Coldiretti ha assunto come impegno fin dalla sua nascita quello di promuovere in modo adeguato l’immagine del pesce sardo in particolare i prodotti dell’acquacoltura attraverso un’opera di denuncia di numerose situazioni che vedono prodotti esteri venduti come sardi.

In programma l’avvio di un protocollo di autoregolamentazione a tutela dei consumatori e un programma di educazione alimentare nelle scuole per avvicinare i consumatori di domani alle produzioni ittiche nostrane.

Dolores Serra


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